Tetralink: verso l’MVP

Come è nato Tetralink
Per un po’, questo progetto doveva chiamarsi Libertyy.io.
All’inizio il nome mi piaceva perché sembrava più libero, più aperto, quasi da studio creativo o da progetto internet-first. E in effetti, nella sua forma iniziale, era proprio questo: l’idea di creare siti per clienti in modo più veloce, sfruttando l’AI per abbattere tempi e costi.
Poi però, man mano che continuavo a costruire, il progetto ha iniziato a cambiare forma. Ho iniziato ad aggiungere CRM, CMS, tracking, agenda, reminder, recensioni, follow-up. E a un certo punto mi è stato chiaro che Libertyy.io** non suonava più come il nome giusto**.
Non sembrava abbastanza SaaS.
Non sembrava abbastanza sistema.
Non sembrava abbastanza “prodotto”.
Ed è lì che è arrivato Tetralink.
Tutto è partito dai reel dei guru
Per mesi ho visto in giro, soprattutto su TikTok e nei reel, il solito format:
“Vendi siti fatti con l’AI a 1000€”
“Usa Lovable”
“Usa Relume”
“Apri un’agenzia e inizia subito”
A un certo punto l’idea mi è rimasta in testa abbastanza da farmi dire: ok, proviamoci davvero.
Durante una chiamata con mio cugino gli dissi che volevo iniziare anch’io. L’idea iniziale era molto semplice: usare l’AI per creare siti velocemente e venderli ad aziende locali.
Poi, mentre continuavo a fasciarmi la testa per abbassare i costi — cosa che evidentemente mi appassiona quasi più del creare il prodotto reale — ho iniziato a ragionare su come evitare abbonamenti inutili e come costruire un modello con revenue ricorrente, non solo entrate una tantum dalla consegna del codice sorgente.
La prima idea concreta era questa: creare un progetto Vercel per ogni cliente, generare il suo sito, consegnarlo, e poi vendere hosting e gestione a canone.
Il modello iniziale era più o meno:
- creo il sito
- lo consegno
- vendo hosting e gestione a 40€/mese
- fine
E, onestamente, avrebbe anche potuto funzionare.
Il problema era che il cliente finale si sarebbe ritrovato con un sito abbastanza passivo. Bello, veloce, magari anche ben fatto, ma poco utile nella gestione quotidiana del business. Nessuna vera logica di lead generation, niente flusso operativo, niente tracciamento commerciale, nessun sistema per trasformare il sito in qualcosa che produce e supporta fatturato.
Ed è lì che Tetralink ha iniziato a cambiare forma.
Dal sito al sistema
A un certo punto ho capito che il sito, da solo, non bastava.
Così ho iniziato ad aggiungere un CRM e un CMS. All’inizio li vedevo come un’estensione del sito. Poi, continuando a sviluppare, è diventato chiaro che il valore reale non era nel “fare un sito e aggiungerci due pannelli”, ma nel costruire un sistema che aiutasse davvero una PMI a seguire i propri cicli di vendita.
L’idea è quindi diventata questa:
- ricevi un lead
- lo tracci
- sai cosa fare dopo
- hai reminder chiari
- puoi pianificare attività
- puoi segnarti gli incassi
- puoi ricordarti di chiedere recensioni
- hai un sito che non è solo una vetrina, ma una parte attiva del sistema
Nel tempo ho quindi integrato:
- CRM per lead e follow-up
- CMS per contenuti e dati aziendali
- agenda operativa
- integrazione Google Calendar
- reminder automatici
- logiche per richiesta recensioni
- reportistica
- reputation management
A quel punto, però, è emerso il problema vero.
Il collo di bottiglia: rendere scalabile la creazione dei siti
Se ogni nuovo cliente richiede ore di lavoro manuale per progettare, scrivere, creare e pubblicare il sito, il sistema non scala.
Puoi avere un’app utile, un buon CRM e automazioni intelligenti, ma se la parte “website” continua a dipendere troppo dal lavoro umano, resti sempre mezzo agenzia e mezzo SaaS. E quello è esattamente il tipo di modello da cui volevo allontanarmi.
Da qui nasce la parte di Tetralink su cui sto lavorando di più oggi: site generation AI-first.
L’obiettivo è semplice da dire e meno semplice da costruire bene:
far creare a Tetralink il codice sorgente dei siti dei clienti partendo da un’esperienza conversazionale guidata.
La prima versione del website builder: block-first
La prima versione seria del builder che ho progettato era basata su un approccio block-first.
L’idea era costruire una libreria di sezioni UI, varianti, stili, spacing, tasti, card e componenti, e fare in modo che l’AI componesse il sito scegliendo ordine, palette, font e contenuti.
In teoria aveva senso:
- più controllo
- meno caos
- meno token
- più coerenza
- meno rischio di output totalmente casuali
Il problema è che, appena abbiamo provato a spingerlo davvero, sono emersi i limiti.
Quel sistema funzionava finché restava molto rigido. Ma appena cercavamo più qualità, personalizzazione e libertà, diventava pesante da gestire e i risultati rischiavano di essere:
- troppo simili tra loro
- troppo prevedibili
- troppo “builder-generated”
- troppo limitati da una grammatica UI artificiale
A un certo punto ci siamo resi conto che stavamo spendendo più energie a ottimizzare il contenitore che a ottenere siti migliori.
Per questo abbiamo deciso di scartarlo.
La direzione attuale: Terry scrive il sito davvero
La direzione di oggi è diversa.
Invece di costringere l’AI dentro un sistema a blocchi rigido, voglio che Terry, l’AI interna di Tetralink, lavori in modo molto più simile a un coding model reale: con contesto, file veri, patch vere e una codebase vera.
Il flusso ideale è questo:
- il cliente entra in un onboarding conversazionale
- racconta la sua azienda, i servizi, il tono, le preferenze e gli obiettivi
- il sistema normalizza tutte queste informazioni
- Terry genera il sito
- l’utente vede una preview del draft
- può chiedere modifiche
- quando il sito è pronto, si pubblica
La parte importante è questa: il flusso è chat-first.
Non voglio un builder pieno di pannelli, toggle e passaggi manuali.
L’idea è che il cliente parli con Terry, e Terry esegua.
Al netto di eventuali modifiche testuali molto semplici, il modello è questo:
si parla con Terry, Terry capisce, Terry costruisce, Terry modifica.
Come funziona il flusso oggi
L’idea attuale è questa.
1. Raccolta informazioni
Il cliente descrive il proprio business in una chat guidata.
Niente pannelli freddi pieni di impostazioni astratte: il sistema cerca di raccogliere le informazioni che servono davvero.
2. Parsing e normalizzazione
Le informazioni raccolte non vengono usate così come arrivano. Prima vengono organizzate e trasformate in un brief più strutturato: servizi, target, area geografica, tono, obiettivo del sito, CTA, direzione visiva, intent SEO.
3. Generazione
Terry usa quel brief per generare il codice del sito.
4. Editing
Una volta generato il draft, l’utente può fare modifiche semplicemente parlando con Terry:
- cambiare testi
- rendere il design più premium o più minimal
- modificare palette
- cambiare stile dei bottoni
- aggiungere una sezione
- migliorare CTA o copy
5. Preview, publish e versioning
Il punto più delicato su cui sto ancora lavorando bene è come gestire versioning, draft, publish e live senza rendere Terry stupido o il sistema ingestibile.
Le due strade principali che sto valutando oggi sono:
Opzione 1 — file delle pagine su Supabase
Tenere file e versioni delle pagine in Supabase, con un sistema centralizzato di draft e published revision.
È una soluzione più semplice da centralizzare, ma ho ancora dubbi su una cosa fondamentale: come dare a Terry un contesto davvero buono e completo sul filetree se il sito vive in questo formato.
Opzione 2 — versioning Git reale
Mantenere un versioning Git vero, probabilmente su un mio server personale, usando un sistema tipo OpenClaw o ZeroClaw insieme alle API di Claude/OpenAI.
Questa strada mi piace di più per una ragione molto semplice: Terry avrebbe accesso a un filetree reale, potrebbe eseguire comandi, patchare codice vero e lavorare in modo molto più naturale. Il rovescio della medaglia è che l’infrastruttura diventa più complessa.
In entrambi i casi, però, il concetto prodotto resta questo:
- draft: la versione in lavorazione
- preview: la visualizzazione privata del draft
- publish: il momento in cui una revisione viene approvata
- live: il sito pubblico
E il principio fondamentale è sempre lo stesso:
Terry lavora sul draft. Il pubblico vede solo la versione pubblicata.
Il tech stack
Al momento il progetto gira attorno a uno stack abbastanza chiaro:
- Next.js per app e frontend
- Tailwind CSS per styling
- shadcn/ui per accelerare il lavoro sul frontend
- Supabase per database, auth e parte della logica dati
- Vercel per hosting e deployment
- API AI per generazione, editing e reasoning
- Google Calendar API per agenda e sincronizzazione
- Notion nel mio caso personale per portfolio e blog, non come parte del core di Tetralink
Lo stack in sé non è mai stato il problema. Il problema è stato capire che cosa stavo davvero costruendo.
Gli errori più grandi finora
1. Non avere una direzione di prodotto chiara
Questo è stato l’errore più grande in assoluto.
Sono partito volendo creare siti come agenzia.
Poi ho iniziato a costruire un CRM.
Poi ho reso centrale la parte recensioni.
Poi ho aggiunto Google Calendar.
Poi ho integrato Google Analytics per tracciare i siti dei clienti.
Poi ho capito che non era la strada giusta e ho sostituito quella logica con un sistema di tracking interno, molto più coerente con il prodotto.
A un certo punto stavo costruendo troppe cose senza avere più un centro.
La lezione qui è semplice: se non hai una feature centrale chiara, il prodotto si allarga male. Ti sembra di aggiungere valore, ma in realtà stai solo creando rumore.
Per me, il punto è diventato questo:
prima capisci qual è il cuore del prodotto, poi costruisci attorno.
Nel caso di Tetralink, quel cuore è sempre più chiaramente il sistema che genera e rende utile la presenza online di una PMI, non la somma casuale di feature.
2. Non essermi informato prima sugli strumenti che mi avrebbero accelerato
Questo errore è molto più pratico, ma mi ha fatto perdere tempo vero.
Ho scoperto shadcn/ui dopo circa due mesi di sviluppo. Questo mi ha costretto a rifattorizzare parecchio per riportare il frontend su binari più comodi, puliti e riutilizzabili.
Se stai costruendo un prodotto, non devi solo saper sviluppare. Devi anche sapere quali strumenti esistono già per accelerare il lavoro senza sacrificare qualità.
Pricing attuale
Terry Site — 49€/mese
Per chi vuole andare online bene e gestire il sito senza passare ogni volta da un’agenzia.
Include:
- sito completo generato con Terry
- dominio, hosting e SSL inclusi
- 5 modifiche AI incluse ogni mese
- editor del sito per testi, sezioni e pagine
- analytics sito base e form lead integrato
È pensato per chi oggi ha bisogno soprattutto di un sito serio, veloce da pubblicare e facile da aggiornare.
Piano annuale: 348€/anno fatturati annualmente
Risparmio: 120€/anno
Tetralink Pro — 69€/mese
Per chi non vuole solo un sito, ma anche un flusso operativo completo per lead, follow-up e risultati.
Include:
- tutto quello che c’è in Terry Site
- 15 modifiche AI incluse ogni mese
- CRM contatti, funnel, agenda e follow-up
- interventi, incassi, recensioni e report
- CMS blog e contenuti collegati al flusso commerciale
È il piano giusto se vuoi centralizzare sito, vendite e operatività nello stesso workspace.
Piano annuale: 708€/anno fatturati annualmente
Risparmio: 120€/anno
A che punto siamo oggi
Oggi Tetralink è in una fase che definirei di prototipo avanzato.
Le aree già abbastanza concrete sono:
- CRM per PMI locali
- tracking di attività e follow-up
- agenda
- integrazione Google Calendar
- reputation management
- reportistica
- struttura generale del prodotto
La parte che considero centrale da chiudere bene adesso è il site builder AI-first, perché è quella che può trasformare davvero Tetralink da progetto interessante a prodotto scalabile.
Cosa voglio fare adesso
Le prossime task sono abbastanza chiare:
- chiudere il flusso di generazione siti in modo credibile
- definire bene il sistema di draft / preview / publish
- semplificare l’editing post-generazione
- portare il prodotto a un MVP che si possa davvero pitchare
- iniziare a validarlo con aziende vere
- continuare a migliorare il legame tra sito, CRM e automazioni
Più avanti voglio spingere anche su:
- automazioni WhatsApp
- integrazione Google Business Profile
- tracking interno più forte
- insight e suggerimenti data-driven
- SEO/GEO automatizzato
Concludo
Tetralink è partito da un’idea molto semplice: usare l’AI per vendere siti.
Poi, strada facendo, si è trasformato in un sistema che prova a rendere utile, misurabile e più operativa la presenza online di una piccola azienda locale.
Sto ancora costruendo e cambiando idea su molte cose.
Però almeno adesso la direzione mi sembra molto più chiara di prima, e mi fa sentire grato di aver iniziato.